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4月23日

Piero Borrotzu ( tenente Piero) - Aldo Gastaldi ( Bisagno )

Monumento al partigiano Aldo Gastaldi a Rovegno in val Trebbia

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25 APRILE 2007

L'anniversario della liberazione lo voglio ricordare con questi eroi , simboli di onestà , corraggio e amore per la Patria, che secondo me hanno molto in comune...basta andare a leggere le varie pubblicazioni sulla loro vita...

Pietro Borrotzu Nato a Orani (Nuoro) nel 1921, fucilato a Chiusola (La Spezia) il 5 aprile 1944, studente, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Ora riposa nel cimitero di Vezzano Ligure, paese d'origine della madre.

Ufficiale in Liguria, dopo l’armistizio era entrato nella Resistenza ed era diventato comandante della formazione partigiana "Giustizia e Libertà". Si era consegnato ai tedeschi, quando aveva saputo che i nazifascisti avevano imprigionato alcuni civili che lo avevano ospitato. La sua generosità gli valse prima la tortura e poi la fucilazione a pochi giorni dall’insurrezione vittoriosa. Una delle formazioni partigiane che liberarono Genova dai tedeschi, portava proprio il nome di Borrotzu. Era molto amato dagli abitanti dell'alta val di Vara e ancora oggi gli anziani lo ricordano con riconoscenza e rispetto.

Una scuola media gli è stata dedicata, in provincia di La Spezia, a Sesta Godano.

Nel capoluogo spezzino, porta il nome dell'eroe della resistenza, un largo nel quale una lapide lo ricorda come “martire della libertà”.

Aldo Gastaldi, Nato a Rivarolo (Genova) il 17 settembre 1921, deceduto a Desenzano del Garda (Brescia) il 21 maggio 1945, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

Chiamato alle armi, nel marzo del 1942 era diventato sottotenente del Genio. L’annuncio dell’armistizio lo colse a Chiavari, dov’era al comando di un plotone del 15° Reggimento Genio. Un mese dopo, Gastaldi era già sui monti, al comando (con il nome di copertura di “Bisagno”, che richiama l’omonimo torrente), della prima formazione partigiana della zona, che sarebbe poi diventata la 3a Brigata Garibaldi e che avrebbe assunto il nome di “Cichero” allorché, nel maggio del 1944, i nazifascisti dettero alle fiamme l’eroico villaggio.
“Bisagno”, che era riuscito a rendere sempre più forte la Brigata – anche avvalendosi dell’apporto di molti alpini della “Monte Rosa”, che aveva convinto a disertare e a passare con la Resistenza – diventò vice comandante della VI Zona, che comprendeva quasi tutta la Liguria e i territori montani delle province limitrofe del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia. Dissapori tra le varie formazioni partigiane (Gastaldi era spinto, come è stato rilevato, dalla coscienza dell’alto valore morale e patriottico della lotta che conduceva, ma soprattutto dalla sua fede religiosa), portarono poi alla divisione della “Cichero”, ma non diminuirono la fama di “Bisagno”, soprattutto quando fu protagonista della costituzione della “repubblica partigiana” di Torriglia.
“Bisagno” morì un mese dopo la Liberazione, cadendo – dal tetto della cabina - sotto le ruote del camion col quale aveva accompagnato a Riva di Trento alcuni dei suoi partigiani smobilitati. Per onorare la memoria di Gastaldi, il Comune di Genova ha dato il suo nome ad una delle principali arterie cittadine.

La Medaglia d'oro al valor militare ad Aldo Gastaldi è stata concessa con questa motivazione: “Fra i primissimi ad accorrere in difesa della sua terra oppressa dal nemico, partecipava a numerose azioni di guerra alla testa dei suoi partigiani che lo avevano eletto capo per l’indomito coraggio e l’alto spirito di sacrificio sempre ed ovunque dimostrati. Audace assertore di azioni di sabotaggio distruggeva con leggendario ardimento e tecnica perfetta importanti opere fortificate avversarie, inseguendo, disperdendo e catturando i nemici atterriti, ma ammirati, dalla sua audacia. Mentre completava la sua missione restituendo alle loro case i partigiani superstiti della lotta, suggellava con la morte la sua giovane eroica esistenza”.
A Genova una scuola media statale è intitolata ad Aldo Gastaldi; a Rovegno, nel Ponente genovese, gli è stato eretto un monumento al ponte sul Trebbia. Il 24 aprile 2005, i resti mortali di Aldo Gastaldi sono stati traslati dal “Campo di Trento e Trieste” al Pantheon del Cimitero monumentale di Staglieno, dove riposano i genovesi più illustri. Nel 2006 a Fascia, il più alto Comune della Liguria, in Val Trompia, una strada è stata intitolata ad Aldo Gastaldi.

4月20日

Eugenio Montale - Hai dato il mio nome ad un albero? Non è poco (la Bufera)

Hai dato il mio nome ad un albero?
Non è poco
pure non mi rassegno a restar ombra,
o tronco
di un abbandono nel suburbio.
 Io il tuol'ho dato a un fiume,
a un lungo incendio,
al crudogioco della mia sorte,
alla fiduciasovrumana con cui parlasti al rospo
uscito dalla fogna, senza orrore o pietà o tripudio,
al respiro di quel forte
e morbido tuo labbro che riesce,nominando,
a creare; rospo fiore erba scoglio -
quercia pronta a spiegarsi su di noi
quando la pioggia spollina i carnosi
petali del trifoglio e il fuoco cresce.

4月11日

David H. Lawrence - Turbato da un sogno

E la luna quella
alla finestra, tanto grande e rossa?
Nella stanza nessuno?
Nessuno vicino al letto?

Ascolta; palpitano
i suoi passi giù per le scale
...o ai vetri è un battito d'ali?

Lei un momento fa
sulla bocca mi baciava calda:
calda come la luna nel sud
quando splende rossa,
la luna che da abissi lontani
segnò quei due baci.

E la luna ora va
rannuvolandosi, ha frainteso!
Così giù nel mio sangue lenti
affondano i miei baci, presto
restando sommersi.

Non ci siamo capiti.

 

Nasce a Eastwood (Inghilterra) nel 1885. Figlio di un minatore e di una maestra, dopo la laurea, nel 1909 pubblica i suoi primi versi sulla rivista "English Review". Il suo romanzo d'esordio, Il pavone bianco, esce nel 1911. Già nel suo libro Figli e amanti del 1913, si nota che la sua narrativa è basata sulle intense esperienze emozionali dei personaggi: attrazione sessuale, collera, delusione, amore.

Nel 1912 Lawrence fugge con Frieda von Richthofen Weekley, figlia di un nobile tedesco e moglie di un suo ex professore. La loro burrascosa storia d'amore serve allo scrittore come ispirazione per numerose sue opere come L'arcobaleno (1915) e il suo seguito Donne innamorate (1921). I personaggi di questi romanzi sono particolarmente spregiudicati e procurano al primo romanzo la censura per oscenità e al secondo l'accusa di istigazione al vizio.

Per quanto riguarda la poesia, vanno segnalati il volume giovanile Poesie d'amore (1913), e la raccolta Uccelli, bestie e fiori (1923).

Nel 1919 l'insorgere della tubercolosi, costringe lo scrittore a viaggiare in continuazione alla ricerca di un clima più favorevole. Queste peregrinazioni sono fonte d'ispirazione per altre opere, come Mare e Sardegna (1921) e Il serpente piumato (1926), romanzo composto durante i soggiorni nel Messico (1923-1925).

Dal 1926 Lawrence vive prevalentemente in Italia e nei pressi di Firenze (o secondo altre fonti in Liguria, a Spotorno) nasce la sua opera più discussa, L'amante di Lady Chatterley (1928), storia (forse autobiografica) di un rapporto particolare fra una ricca signora e il guardacaccia del marito. Il romanzo pubblicato per la prima volta da un piccolo editore fiorentino, Pino Orioli, viene censurato per molti anni in quasi tutti i paesi del mondo.

Muore a Vence in Provenza nel 1930.