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10月14日 Mombaldone Asti 1Un raro medioevo di Langa
Immerso nei calanchi, come un'oasi in un deserto di tufo ingentilito dalle ginestre, Mombaldone è l'unico borgo della Langa Astigiana ancora cinto delle mura originarie. Passeggiare per la sua unica via centrale, da cui si dipartono vicoletti e passaggi, archivolti e cortili, significa compiere un percorso della memoria, un viaggio a ritroso nel tempo. Il colore dominante è il grigio delle case e l'ocra dei muretti a secco, ravvivato di tanto in tanto dal rosso dei vecchi coppi piemontesi lasciati affiorare in abili restauri. Partendo da via Cervetti, si può ammirare la Porta d'ingresso al ricetto, ad arco acuto, intatta nella sua forma di origine medievale. Essa costituisce l'accesso al borgo antico, il cui agglomerato a stesura lineare con asse sulla strada maestra è ricco di residenze di impianto rinascimentale, rimaneggiate, abbellite o ripristinate tra la metà del Seicento e i giorni nostri. Sulla piazza Umberto I, epicentro del borgo, convergono le maggiori emergenze monumentali. La prima è l'Oratorio dei SS. Fabiano e Sebastiano, edificato sul fossato del castello nel 1764, su disegno di Pietro Barozzi, e restaurato nel 1995-1997: l'ampia e sobria aula, con decorazioni del 1883, ospita attualmente convegni, mostre, riunioni, manifestazioni culturali e musicali. La seconda è la Chiesa parrocchiale di S. Nicola, costruita a pianta esagonale nel 1790, sempre sul fossato del castello, opera di Giovanni Matteo Zucchi: l'interno custodisce tele secentesche e un gigantesco organo realizzato dai torinesi Fratelli Collino nel 1885. Al centro del Castello si erge una torre quadrata, ora poco più che un rudere, diroccata non solo dal tempo e dall'incuria ma anche per volontà nobiliare. Fu, infatti, il marchese Aleramo del Carretto, alla cui famiglia fin dal 1209 fu concessa l'investitura del feudo di Mombaldone, a donare nel secolo scorso parte delle pietre della torre per consentire l'ultimazione del tratto di ferrovia che collega Mombaldone a Spigno. I discendenti dei Del Carretto sono ancora oggi insediati nel Castello: non dominano più sugli abitanti, ma vegliano amorevolmente sulla conservazione del borgo e della sua identità storico-culturale. In via Roma, infatti, tra il muraglione del Castello e l'oscura Portiola - un antro sorretto da volte in pietra a vista che metteva in comunicazione la strada maestra con la ripida discesa in fondo alla quale stava, vicino al fiume, l'abbeveratoio dei cavalli pronti ad essere cavalcati in caso di fuga precipitosa - si trova il palazzo detto la Fortezza. Il massiccio edificio con esterni in pietra a vista, documentato già nel 1209 e a più riprese rimaneggiato, dal 1981 è sede dell'Aldilà, un ristorante di richiamo internazionale, dove la marchesa Gemma Del Carretto conduce i suoi ospiti in affascinanti saloni d'atmosfera illuminista con arredamento "giuseppino" e "teresino", quindi settecentesco. E la storia nobiliare della famiglia è qui ingrediente irrinunciabile. L'antica costruzione ha nei secoli assicurato la sopravvivenza alla comunità locale, ma è ormai priva delle originarie attrezzature. Tratto dal sito :- I Borghi più belli d'Italia ----http://www.borghitalia.it/ 10月11日 MOMBALDONE - ASTIIl nome
Mombaldone era, in antico, Mons Baldus (dal germanico Bald ovvero "monte"), la collina su cui stavano gli otto mansi del monastero di S. Quintino di Spigno.
La Storia
• VI-VII sec., Mombaldone è sotto il dominio dei Longobardi Segue.... Testo tratto dal sito:- i Borghi più belli d'Italia .... http://www.borghitalia.it
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